Ai gatti occorre oculatezza nella scelta del “padrone”

Treno al mattino.
Due pendolari, donne.

Una, dopo aver a lungo disquisito sul fatto che in famiglia hanno sempre avuto tanti gatti, racconta:
“Una volta una me l’hanno investita, l’abbiamo trovata in mezzo alla strada che piangeva, allora l’abbiamo subito portata dal veterinario. Le avevano fracassato il bacino. Dovevi sentire che urla… l’hanno operata, pensa che le hanno dovuto togliere la coda. Poi le hanno messo il collare elisabettiano e l’hanno tenuta lì per una decina di giorni.
Quando siamo andati a prenderla, il veterinario mi ha detto di non farle fare più di una gravidanza, perché il bacino era davvero messo male.
Quando ha avuto i micini è stata un’agonia! Infatti dopo l’abbiamo dovuta far sterilizzare.”

Non so cosa mi abbia trattenuto dall’apostrofarla con i peggiori epiteti che mi sono venuti in mente. E avrei voluto avere sotto mano anche il veterinario.

Per chi non ci fosse ancora arrivato, riassumo i punti salienti su cani, gatti e altri animali “da compagnia”:

1. NON COMPRARE animali. Si alimenta un commercio fatto di femmine continuamente ingravidate, alle quali vengono tolti i cuccioli subito dopo lo svezzamento (a volte anche prima), e di cuccioli invenduti che chissà che fine fanno. Non parliamo poi degli animali esotici, strappati dal proprio ambiente naturale e costretti a vivere il resto della loro “vita” di solito in una gabbia, senza più nemmeno un contatto con un rappresentante della propria specie.
Gli animali si ADOTTANO dai canili, dai gattili e dai rifugi sparsi in tutta Italia. Ci sono cani di tutte le taglie e di tutte le età che non aspettano altro che qualcuno finalmente si accorga di loro. La vita in un canile non è esattamente un paradiso.
Preferite un coniglio, una cavia, un criceto? Ci sono parecchie associazioni che si occupano del recupero di animali dai laboratori di vivisezione e cercano adottanti per questi piccoli animali.

2. VALUTARE bene se si è in grado di prendersi cura di un animale. Un animale non è un giocattolo, né un passatempo. E’ un essere vivente con delle necessità.

3. NON REGALARE animali. Per le stesse ragioni del punto 2. Non possiamo sapere se la persona a cui stiamo regalando quel tenero batuffolo sarà in grado di prendersene cura.

4. STERILIZZARE gli animali, subito, se non è già stato fatto. Se si adottano dai canili, dovrebbero già essere stati sterilizzati. Ci sono già tanti randagi e i rifugi sono pieni di animali provenienti da cucciolate non volute.

Sono loro che dovrebbero poter scegliere con chi stare.

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12 pensieri su “Ai gatti occorre oculatezza nella scelta del “padrone”

  1. sdrammaturgo

    E vale anche per i figli: non procreate, ché ci sono gli orfanotrofi pieni!
    E poi vuoi mettere la comodità di prenderne uno bello e pronto senza la scomodità di gravidanza e parto?
    Un po’ la differenza che intercorre tra un mobile Ikea ed uno montato dal falegname.

    Rispondi
  2. Luca

    Fino al punto 3 ti ho trovata adorabile.

    Il punto 4 immagino sia una scelta obbligata, ma contronatura.

    Poi ho letto Sdram e risposta.

    Voi due insieme mi fate paura.

    Sdram, se vuoi fatti pure montare dal falegname sbadato e indigente, ma montarci i nostri mobili è una delle poche cose che abbiamo e che restano costanti nei secoli.

    Pure De André era anarchico (come noi tre?), però non ha puntato all’autoconsunzione, ha costruito qualcosa di enormemente magnifico. E chi dicesse che procreare Cristiano o adottare un orfano sarebbe stato lo stesso…. lasciamo perdere.

    Baciotti coniati per l’occasione (posso permettermeli, essendo un consumatore responsabile non mi verranno sensi di colpa).

    Rispondi
    1. Paola Autore articolo

      Anche io la pensavo come te prima, ma mi sono ricreduta.
      Cosa c’è ormai di naturale negli animali “da compagnia”? Poco o nulla. Neanche quello che gli diamo da mangiare è naturale: un cane o un gatto in natura non mangerebbero certo carne di mucca, per di più cotta.
      Bisogna perciò limitare i danni, evitare il proliferare di animali non voluti, che diventerebbero randagi o andrebbero a rimpolpare le fila dei canili, già pieni. L’unico metodo è la sterilizzazione.
      Per quanto riguarda gli esseri umani, beh, siamo semplicemente troppi. Già adesso le risorse del pianeta non bastano, continuare a fare figli non mi sembra il modo migliore per cambiare la situazione.

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    2. sdrammaturgo

      Ci sono molti motivi per cui non voglio fare figli:
      1) non voglio occupare nessuna posizione di potere. E quella del Pater, anche del padre più libertario, è costitutivamente una posizione di potere, essendo il genitore la persona che ti ha dato la vita, ti ha nutrito ed educato.
      2) Un figlio ti rende ricattabile. Finché devi badare solo a te stesso, puoi compiere le scelte più sconvenienti che non ti facciano piegare – per quanto possibile – al sistema. Ma se hai altre bocche da sfamare, devi scendere a maggiori compromessi. Ed ecco che con l’arrivo dei figli ti fregano con aumento delle ore lavorative, mutui, spese, etc.
      3) Siamo decisamente troppi. Ed una specie dannosa. E le risorse non son infinite. Abbiamo raggiunto numeri da batteri ed ognuno di noi, anche il più eremita dei fruttariani, ha un impatto eccessivo sugli altri terrestri non umani. Non voglio contribuire ad incrementare disagi e devastazione. Anche per il bene dell’umanità stessa: non voglio fare a mio figlio il torto di metterlo al mondo per farlo combattere per mezzo litro d’acqua.
      4) Il regalo più bello che possa fare a mio figlio è non metterlo al mondo. Non mi perdonerei mai di aver condannato un individuo innocente alla scuola ed al lavoro.

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  3. Luca

    Beh, siamo pronti per girare il vegan remake di The dreamers.
    Sdram tu che sei bello fai il biondo.
    E anche per la sceneggiatura sei il più titolato per buttare giù l’ossatura.
    Io vado ad attrezzarmi per non sovrappopolare il pianeta.

    Rispondi
  4. Luca

    Sdram, la replica di Paola non è molto positiva.
    Butta giù uno dei tuoi pipponi letterari per disorientarla.
    Ormai abbiamo investito troppo sul progetto: ti ho già comprato la parrucca bionda.

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