Adesso basta

Ok, mi sono rotta.
Non ho quasi nemmeno iniziato e già mi sono rotta.

Mi sono rotta di dover difendere l’antispecismo con chi parla per consuetudini e per sentito dire. Con chi pone sempre le stesse assurde domande credendo magari di essere originale o di aver trovato la magagna.
Fate il favore di informarvi! D’ora in poi risponderò seriamente solo a chi si è preventivamente informato.

Non avete idea della rabbia che mi monta dentro quando qualcuno difende il suo “diritto” di mangiare altri animali, di servirsi della loro pelle, di sfruttare in qualsiasi modo gli esseri viventi. Soprattutto essendo consapevole del fatto che tutto questo non è assolutamente necessario!
Siamo più “intelligenti”. E allora? E’ questo che ci dà il diritto di abusare dei più deboli, di chi non può difendersi? Non dovremmo piuttosto sfruttare questa nostra intelligenza per un ragionamento etico, che includa anche chi non ha avuto la “fortuna” di nascere essere umano?

Non ha alcun senso dire “è sempre stato così”. Anche la schiavitù c’è sempre stata, questo la rende quindi accettabile?
Sarà anche vero che siamo gli animali più “intelligenti” su questo mondo, ma allora perché non la usiamo, questa intelligenza, e anziché seguire la consuetudine, la massa, non ci poniamo qualche domanda? O credete che io abbia deciso di diventare vegan dall’oggi al domani, così, perché sono un po’ masochista e un po’ idiota? No, mi sono informata. Su libri e siti internet italiani e stranieri ho trovato numeri, riflessioni filosofiche, prove scientifiche sui più disparati argomenti: dagli allevamenti all’uso degli animali in ogni ambito della nostra società, dall’alimentazione umana all’ecologia. E non sono testi scritti da persone cadute dal pero, ma da medici, filosofi, storici, economisti, etologi.

Ora. Lo so che la carne vi piace. Ma credetemi, piaceva anche a me. Non sparate cazzate sul fatto che la carne è necessaria o amenità del genere: l’unico motivo che vi spinge a rifiutare così categoricamente l’antispecismo è che la carne vi piace e non volete rinunciarvi. Voi ora mi fate il favore di leggere *qualcosa*, un libro, un sito web, che parli di antispecismo, di allevamenti, di quel cavolo che vi pare. Poi venite da me e mi fate tutte le domande che volete, mi contestate – libro alla mano – un passaggio, mi chiedete maggiori informazioni, mi mandate a quel paese, mi dite quello che non avreste mai pensato di dirmi, mi mangiate una bistecca davanti alla faccia, ma per favore PRIMA INFORMATEVI.
Informarsi è la chiave per sviluppare un proprio pensiero, del tutto personale. Fermarsi alla consuetudine, al sentito dire, ci rende solo schiavi di chi ci vuole condiscendenti.

Diventare vegan non è una cosa difficile. Io ne sono la prova: sono una persona naturalmente timida, sempre terrorizzata dalla possibilità di restare sola, di non essere accettata dagli altri, eppure, dopo aver *capito*, la scelta è stata obbligata, le possibili conseguenza nei rapporti interpersonali sono passati in secondo piano. Risultato? Nessuno mi ha abbandonato per la mia scelta. Certo all’inizio restano tutti molto stupiti dalla novità, ma la chiave sta nell’informare.
Qualcuno, giorni fa, mi ha detto una frase che mi ha fatto molto riflettere e che è stata un po’ la miccia per questo post: “Non puoi pretendere che tua madre capisca appieno: tu hai fatto un percorso, ti sei informata gradualmente, lei si è ritrovata con una figlia che di punto in bianco non vuole più mangiare determinati alimenti.” Beh, aveva ragione da vendere. Giusto oggi ho troncato sul nascere una discussione che stava partendo in ufficio, perché avrei potuto sul serio mettermi a urlare improperi, ed è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso e che è sfociata in questo post. Il punto è lo stesso: la mancanza di informazione sull’argomento.

Quindi, cari signori e care signore, tu, tu e tu, che state leggendo questo post, fatemi questo grosso favore: INFORMATEVI. Vi rendo le cose più facili, con un elenco di libri e di link. E lo so che non siete tutti amanti dei libri, che per qualcuno di voi leggere è l’ultimo pensiero che vi passa per la testa: non avete intenzione di leggere? Ok, fatemi almeno questo favore: guardatevi il film linkato in fondo al post o venite con me a visitare un macello. Poi non vi chiederò più nulla.

BIBLIOGRAFIA
Questi sono alcuni tra i libri che ho letto e che possiedo.
Immagino che non avrete nessuna intenzione di comprare uno o più di questi libri. Benissimo: potete cercarli in biblioteca o chiederli in prestito direttamente a me. Non abbiate paura che poi venga a chiedervi “allora?? che cosa mi dici??”: se non ne vorrete parlare, io non tirerò mai fuori l’argomento. Sarò già solo contenta del fatto che abbiate letto.

Peter Singer – Liberazione animale
Tom Regan – Gabbie vuote (La sfida dei diritti animali)
Hans Ruesch – Imperatrice nuda (Una denuncia contro la crudele pratica della vivisezione)
Charles Patterson – Un’eterna Treblinka (Il massacro degli animali e l’Olocausto)
Jeremy Rifkin – Ecocidio (Ascesa e caduta della cultura della carne)
Jeffrey Moussaieff Masson – Il maiale che cantava alla luna (La vita emotiva degli animali da fattoria)
AA.VV. – L’ animale ritrovato
Massimo Tettamanti, Marina Berati – Diventa vegan in 10 mosse (Un manuale per pesare meno sugli animali, sull’ambiente e sul sud del mondo)

SITOGRAFIA
In generale, preferisco prendere informazioni dai libri, dove sono riportate sempre le fonti, piuttosto che da internet. Questi però sono siti abbastanza attendibili:
http://www.oltrelaspecie.org/
http://www.vegfacile.info/vegan.html
http://www.saicosamangi.info/
http://www.agireora.org/
http://www.viverevegan.org/
http://www.scienzavegetariana.it/argomentinbreve/etica.html
http://www.scienzavegetariana.it/salute/medicina.html

VIDEOGRAFIA
Earthlings è un film che documenta l’assoluta dipendenza dell’essere umano dagli altri animali. Il film è narrato dall’attore Joaquin Phoenix, con colonna sonora di Moby. E’ possibile vederlo sottotitolato in italiano qui:
http://www.laverabestia.org/play.php?vid=321

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13 pensieri su “Adesso basta

  1. Puck74

    Io sopravvivo perchè per la mia malattia le cure sono state sperimentate anche su animali. Forse se gli stessi test fossero fatti oggi sarebbero possibili in vitro, allora no. Quindi io (e altri come me) non sarebbemmo sopravvissuti. Oggi le nuove generazioni sì. Mi sento in colpa per questo? Chiamami egoista ma…no. Se poi parliamo di tutti in quei casi in cui si può scegliere tra diversi tipi di sperimentazioni (REALE scelta, non quasi equivolenza tra test) posso essere d’accordo. Anzi lo so no.
    Se la tua replica è “te li faresti testare sulla tua pelle?” la risposta è sì. Negli anni ho partecipato a diversi protocolli farmacologici (una volta che mi sono adeguatamente informato coi miei medici curanti ovviamente) per consentire lo svolgimento di test che permettessero la messa in commercio dei medicinali.
    Sull’alimentazione…bè lì non iniziamo neppure il discorso. Diciamo che pur avendo avuto una fidanzata e avendo una cugina veggie e cercando di limitare il consumo di carne, non sono un tipo che potrei definire “disposto a prendere in considerazione” la causa vegan 🙂 Tutto questo nel massimo rispetto per le scelte altrui e schiettezza.

    Rispondi
    1. Paola Autore articolo

      Nessuno ti dà la colpa di aver usufruito di cure derivate dalla sperimentazione animale. Secondo te quando ho la febbre alta non prendo la tachipirina? Non è che siccome non si può raggiungere la perfezione totale, allora tanto vale non fare nulla. Se smetti di mangiare animali e di vestirti della loro pelle, nessuno ti verrà a dire che è inutile, perché tanto hai usato farmaci sperimentati su animali.
      Come scritto nel post, ritengo che sia necessario informarsi, anziché dare per scontato che quello che si fa da sempre sia corretto, sia dal punto di vista etico che scientifico: leggi “Imperatrice nuda” di Hans Ruesch, dopodiché sono disposta a riparlarne.
      Tutti i farmaci e le terapie sperimentate su animali, prima che possano essere diffuse, *devono* essere sperimentate su esseri umani. A che pro quindi sperimentare prima su animali? Pur sperimentando sull’uomo, farmaci e terapie, una volta di “dominio pubblico”, rivelano effetti collaterali non evidenziati dalle sperimentazioni sull’uomo. Questo perché non siamo tutti uguali. E se non abbiamo tutti le stesse reazioni ai farmaci, pur facendo parte della stessa specie, figuriamoci quante e quanto grandi siano le differenze di reazione tra noi e gli animali di altre specie. Sapevi che la penicillina è tossica per le cavie? E l’aspirina per i topi? E che l’arsenico alle pecore non fa alcun effetto? Se ci si fosse basati su questi risultati, non avremmo né penicillina, né aspirina.
      Qui non si tratta solo dell’aspetto etico, ma anche di quello scientifico: la vivisezione non aiuta nessuno, è dannosa sia per gli animali che per l’uomo.
      Lascio un link, che riassume i concetti chiave, ma una lettura imprescindibile su questo argomento è il libro che ho citato prima.
      http://www.novivisezione.org/intro/vivis_faq.htm

      Rispondi
  2. Puck74

    “Tutti i farmaci e le terapie sperimentate su animali, prima che possano essere diffuse, *devono* essere sperimentate su esseri umani. A che pro quindi sperimentare prima su animali?”
    Che forse è meglio arrivare a sperimentare sugli esseri umani solo dopo aver raggiunto un adeguato grado di sicurezza che può essere raggiunto solo sulla sperimentazione animale FORSE??? Il fegato del maiale per esempio è molto simile a quello di un essere umano e meglio di qualsiasi verifica di laboratorio può mostrare eventuali complicazioni. Non le mostra tutte? Ok, allora al grido “il meglio è nemico del buono” rinunciamo a quanto di buono quella sperimetnazione può darci?
    Io credo che hai ragione in via di principio sul fatto che sia giusto documentarsi prima di parlare. Io in parte l’ho fatto, se non altro per quanto concerne una dieta adeguata ed equilibrata. Trovo però la tua posizione un tantino estremista e trincerarsi in un “prima leggi e poi ne puoi parlare” un pò arrogante, anche se riconosco che sicuramente è frutto della troppa ignoranza che molta gente ha sul mondo veggie e vegan. Si dovrebbe essere disposti al confronto con tutti, a prescindere da quanto uno sia preparato. Anzi, con chi non è preparato in teoria dovrebbe esser più facile aver ragione…no?

    Rispondi
    1. Paola Autore articolo

      Mi scuso innanzitutto per aver dato l’impressione di arroganza, ma credimi, è figlia dell’esasperazione. In ogni caso, mi sembra di averti risposto lo stesso.

      “Si dovrebbe essere disposti al confronto con tutti, a prescindere da quanto uno sia preparato.”
      Credimi, sono sempre pronta al confronto e mi sembra di averlo dimostrato, ma sono un essere umano anche io e arrivata a un certo punto non ce la faccio più. Inoltre, non sono granché come oratrice/scrittrice, per questo preferisco “delegare” il compito a chi sa esprimersi meglio di me.

      “Anzi, con chi non è preparato in teoria dovrebbe esser più facile aver ragione…no?”
      Permettimi di dissentire: non è per nulla facile far accettare un argomento a chi per tutta la vita è stato convinto del contrario ed è circondato da persone che la pensano al suo stesso modo. Siamo sempre disposti a credere che la maggioranza abbia ragione, perché quindi ascoltare una minoranza?

      “Trovo però la tua posizione un tantino estremista”
      Può darsi, ma in tutta sincerità, credo che sia più estremista torturare e uccidere, piuttosto che non farlo.

      “Che forse è meglio arrivare a sperimentare sugli esseri umani solo dopo aver raggiunto un adeguato grado di sicurezza che può essere raggiunto solo sulla sperimentazione animale FORSE???” Ma non esiste un adeguato grado di sicurezza, per le ragioni che ho spiegato prima!

      Un altro punto che non avevo sottolineato è che in queste sperimentazioni si fa ammalare volutamente l’animale iniettandogli virus, cancerogeni e quant’altro, per poi curarlo, ma noi non ci ammaliamo certo in questo modo, la malattia è causata da un insieme di fattori. Di nuovo, ti consiglio vivamente di leggere Imperatrice Nuda, è un libro molto interessante e prende in esame sia l’aspetto etico che quello scientifico della sperimentazione animale. Non dico che dopo averlo letto ti farà cambiare radicalmente idea, questo non posso saperlo, ma ti permetterà di conoscere un altro punto di vista, decisamente meglio esposto di quanto possa fare io, sulla faccenda 🙂

      Rispondi
  3. Puck74

    Mi scuso anch’io se ho trasceso un pò ma io per primo ti riconoscevo che probabilmente certe posizioni erano frutto dell’esasperazione.
    Tornando sulla sperimentazione animale non sono così d’accordo che l’infezione forzosa sia diversa da quella “naturale” ma ammetto che non ho le conoscenze per dirlo. Giro il tuo post a due amiche ricercatrici nel campo tumorale che so lavorare anche (non solo) su cavie.

    Rispondi
    1. Paola Autore articolo

      Se lavorano su cavie è ovvio che siano a favore della sperimentazione animale 😉
      Non pretendo che tu la pensi come me, ma credo fermamente nel fatto che sia necessario farsi una propria opinione ascoltando anche chi canta fuori dal coro, in ogni ambito.
      Ho insistito sull’aspetto scientifico perché mi è sembrato quello che ti interessava di più, ma la mia scelta è prima di tutto etica: l’antispecismo considera uguali tutti gli esseri viventi, a prescindere dal loro livello evolutivo, e quindi li riconosce come titolari dei diritti fondamentali: il diritto alla vita, alla libertà, a non soffrire, a non essere sfruttati, a non essere considerati una proprietà. E’ quindi il corrispettivo, sulle specie, dell’antirazzismo e dell’antisessismo. Siamo abituati a sentirci superiori, ma chi ci ha dato il diritto di disporre come vogliamo degli altri? Noi stessi. Ma dato che siamo dotati di un cervello possiamo ragionarci sopra e capire che sfruttare chi riteniamo inferiore (siano esseri umani con un colore di pelle diverso dalla nostra, esseri umani di sesso femminile o gli altri animali) non ci rende certo superiori.
      Ma tornando all’aspetto scientifico, ecco una raccolta di pareri medici, alcuni di ex-vivisettori: http://www.novivisezione.org/info/critica_scientifica_vivisezione.htm

      Rispondi
  4. Puck74

    Bè ma trovami qualcuno in ambito oncologico che dica che si può fare a meno della sperimentazione su animali… Poi su altro sono perfettamente d’accordo. Infatti sono discretamente orgoglioso di avere un cliente (non posso fare i nomi) che producendo semilavorati per l’industria cosmetica sta brevettando dei kit vitro per la sperimentazione di tossicità esclusivamente in laboratorio e altri progetti del genere porta avanti con le università.
    Per quanto riguarda un personalissimo discorso, se mi proponessero di partecipare a un altro protocollo farmaceutico, il primo mezzo per decidere sarebbe il giudizio dei miei medici curanti, ammetto che comunque guarderei con più scettiscimo un prodotto provato solo in laboratorio e non su cavie. Mi spiace ma su questo mai riuscirai a farmi cambiare idea 🙂

    Rispondi
    1. Paola Autore articolo

      Veronesi (oncologo) ha cambiato idea di recente:
      “Gran parte delle ricerche sul cancro svoltesi nella prima metà di questo secolo è stata eseguita, come si è visto, soprattutto su animali di laboratorio. Si sperava di ottenere un modello sperimentale che riproducesse nell’animale le condizioni di sviluppo dei tumori umani e di poter trasferire all’uomo i risultati ottenuti.
      Ma intorno agli anni Sessanta ci si è resi conto che questa seducente ipotesi di lavoro non era realizzabile. I tumori dei topi, dei ratti, dei polli o delle cavie sono sostanzialmente diversi da quelli dell’uomo; diverso è il loro modo di formarsi; diverso il loro modo di accrescersi; diverso è il loro modo di metastatizzare. Perciò, nonostante l’enorme mole di informazioni che gli studi sperimentali ci avevano fornito sul fenomeno ‘cancro’, l’utilizzazione in campo umano di tali informazioni rimaneva nel complesso trascurabile.
      Era dunque necessario trasferire le ricerche direttamente sui tumori dell’uomo”
      (da http://www.novivisezione.org/info/cancro.htm)

      Rispondi
    1. Paola Autore articolo

      Sì sì, lo so, infatti ero apertamente in disaccordo con lui (come lo sono tutt’ora sulla sua posizione riguardo il nucleare, ma questo è un altro discorso) e la sua fondazione. Staremo a vedere se ora si rivelerà coerente o meno con quello che dice.

      Rispondi
  5. sarah

    Caspita, ti leggo bella inc***! Che cosa ha provocato l’ira funesta?
    Comunque sono d’accordo, anch’io colleziono amenità di ogni genere pronunciate dai cosiddetti onnivori. In particolare mio suocero mi fa saltare i nervi ogni domenica e mi fa andare per traverso il pranzo. Ormai ho gettato la spugna e faccio finta di non sentire.
    Grazie per la pubblicitù del mio blog! Se vuoi farti due risate ho lanciato strali sul comune di Nova Milanese.
    A presto
    Sarah

    Rispondi

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