4 anni

Sono 4 anni.
4 anni che non mangio uova, latticini e miele e 5 anni e mezzo che non mangio animali.
4 anni che non compro cosmetici testati, maglioni di lana e prodotti di multinazionali e 5 anni e mezzo che non compro scapre di pelle.

Eppure tutto questo non serve praticamente a nulla.

Non salvo animali, non evito né la sofferenza né la morte a nessuno. Semplicemente non posso partecipare a questo abominio. Non potrei più guardarmi allo specchio, uscire di casa, continuare a vivere come se niente fosse. Vorrei solo, in questi 5 anni e mezzo, essere riuscita a farlo capire a qualcuno. Penso alla maggior parte delle persone, che non è consapevole nemmeno di una minima parte delle oscenità che gli esseri umani sono capaci di compiere, e penso a chi invece ne è consapevole e trova le motivazioni più assurde per giustificarle.

La compassione non dovrebbe conoscere una barriera di specieProbabilmente sono io quella strana. Mi immedesimo nei figli separati dalle madri e mandati a morire e nelle madri che non vedranno più i propri figli e destinate ad essere sfruttate per il resto della loro breve vita e piango. Cerco di immaginare il dolore che deve provare chi è sottoposto ad esperimenti senza anestesia e piango.
Sono capace solo di piangere. Empatia del cavolo.

Sono passati 5 anni e mezzo, ma è come se fosse passato solo un giorno da quando la consapevolezza dell’orrore ha iniziato a far parte di me. Non se ne è mai andata via.
Sono 5 anni e mezzo che faccio finta di non vedere la morte nei piatti e nei vestiti, per andare avanti mantenendo un briciolo di sanità mentale.
Vorrei solo che almeno la smettessero di chiedermi scusa o di non ascoltare, quando parlano della morte e del dolore che hanno appena causato.

Annunci

13 pensieri su “4 anni

  1. Catone

    E’ il problema che abbiamo tutti. Ma nulla è inutile: ciascuno di noi verrà giudicato per ciò che fa e per ciò che non fa. Per quanto il nostro sacrificio sembri minimo, perso in un mondo in cui la morte la fa da padrona, è tutto ciò che possiamo (dobbiamo) fare. Impedire che si faccia del nostro corpo una tomba.

    Rispondi
    1. Paola

      Ciao Catone, grazie per il commento.
      Non trovo un’utilità, né un conforto, nell’ipotesi che si possa venire “giudicati” per ciò che si è fatto. Il passato è passato, siamo stati tutti carnivori (a parte rare eccezioni). Quello che mi interessa è il presente e il futuro, è quello che le persone possono fare da adesso in poi: vorrei essere in grado di trasmettere quello che sento e quello che so, cosa che in 4/5 anni non sono riuscita a fare.

      Rispondi
  2. volpina

    Guarda, non è vero che non stai facendo nulla, anzi!
    Già solo il fatto di non acquistare carne o derivati, fa diminuire la richiesta del mercato.
    Diciamo che visto solo dal tuo punto di vista sembra poco, ma somma la tua decisione a quella di altre centinaia di persone che nel tuo stesso periodo hanno deciso di fare lo stesso.
    E poi se davvero vuoi sentirti combattiva, vai alle manifestazioni, fai casino, vai a “rubare” gli animali dove ne hanno bisogno. Insomma, fai la Robin Hood dei Vegan. Rubo i cani alle multinazionali ricche, per donarli alle famiglie povere (ma ricche d’amore).
    Io ho fatto 7 anni da vegetariana prima di diventare vegana. 7 anni di solitudine dove non conoscevo nessun altro. Per questo mi ci sono voluti 7 anni per diventare vegana… e mi sento un pochino stupida per averci impiegato tanto.
    Anche io sento di non fare abbastanza e mi arrabbio per quando non posso cambiare le cose. Ma, l’unica cosa che posso fare realmente, ogni volta che esco dall’ufficio, o ogni volta che esco di casa, è fare la differenza.
    Faccio attivismo, parlo con le persone, informo. Insomma, un po’ la mia anima si placa.
    Lo so che la sofferenza che proviamo noi per loro è tantissima, proviamo ad immagazzinarla e a farla defluire sottoforma di aiuto-ribellione.

    Evviva lo stile di vita vegan 🙂

    Rispondi
    1. Paola

      Ciao Volpina.
      Purtroppo il fatto che noi non acquistiamo carne e derivati non fa diminuire l’offerta. E’ una consolazione in cui noi vegani amiamo crogiolarci, perché siamo stati abituati a farlo dalle considerazioni spicce in giro per il web. Lo credevo anche io, finché non mi hanno fatto analizzare la situazione in modo più preciso. Non costituiamo (ancora) una massa così critica da riuscire a influenzare l’offerta. Anzi, il crescente potere d’acquisto delle popolazioni dei Paesi “in via di sviluppo” fa sì che il numero di animali macellati salga ogni anno.
      Siamo ancora pochi, ma le statistiche dicono che siamo in crescita. Lenta, ma è pur sempre una crescita.
      Non sono una persona molto “combattiva”, quello che vorrei è, come scritto sopra, riuscire a trasmettere quello che sento alle persone che fanno parte della mia vita.

      Rispondi
      1. Masque

        Qualcosa lo trasmetti inevitabilmente. Sia anche la semplice idea che è possibile vivere quotidianamente senza partecipare allo sfruttamento di esseri viventi. Te ne accorgi perché, come sai, solo mostrarsi come esempio simile, causa in molte persone che ancora consumano carne e prodotti da sfruttamento la necessità di mettersi sulla difensiva contrattaccando o giustificandosi.
        Facendoti esempio quotidiano dei tuoi ideali, in parte darai fastidio, ma contemporaneamente incoraggerai chi è nel dubbio e spaventato dal cambiamento. Saranno pochi e saranno comunque pochi quelli che cambieranno, ma se non dessi l’esempio, avrebbero meno possibilità di scegliere questi nuovi ideali.

        Rispondi
          1. rita

            Ma che approccio usi?
            Tendi a biasimare le persone in maniera esplicita, colpevolizzandone?
            Così non va bene, sentendosi aggredite (verbalmente, moralmente) innalzano barriere di difese, col risultato di chiudere la loro mente al cambiamento, ancora di più.
            Hai mai sentito parlare della “dissonanza cognitiva”?
            Le persone, generalmente, pur di non far entrare in conflitto i loro comportamenti con le cognizioni della realtà apprese, tendono (perché è più semplice) elaborare gli input in maniera da negare ciò che li disturba. Ovviamente il meccanismo è complesso, ma diciamo che ci sta tutto, no?

          2. Paola

            Ciao Rita,
            no, non biasimo le persone, anzi, tutto il contrario. Praticamente evito di parlare dell’argomento perché non sono in grado di sostenere una conversazione: per quanto continui ad informarmi non sono brava ad esporre gli argomenti (è un problema che mi porto dietro sin dalle interrogazioni a scuola!) e se poi sono in netta minoranza mi perdo, mi arrabbio con me stessa e getto la spugna. Allora ho provato a far leggere qualche libro a qualcuno che mi sembrava più sensibile all’argomento, ma il risultato è stato lo stesso che se avessi fatto leggere Topolino…

          3. Masque

            Succede esattamente così anche a me, non ti preoccupare. Sto imparando a capire con chi vale la pena discutere e che alcune persone, semplicemente, non sono capaci di cambiare e pertanto, riguardo a queste cose non valgono il mio tempo e la mia pazienza. Capita…

  3. rita

    Paola, non è vero che non fai nulla.
    La tua scelta di non partecipare più dello sfruttamento degli animali si configura inevitabilmente come atto anche politico, di protesta (o disubbidienza, per citare Thoreau) civile. Tu sei una testimonianza. Un vessillo, una bandiera. Tutto ciò ha un significato che non passa inosservato, credimi. Non si spiegherebbe, altrimenti, le continue critiche (o battutine sarcastiche) che ci sentiamo spesso rivolgere. Siamo la rottura, ciò che rompe e incrina la “normalità”.
    L’attivismo è importantissimo, esserci, essere lì, con il nostro corpo, la nostra presenza.
    Cerca di capire anche questa cosa, che noi probabilmente non assisteremo alla rivoluzione culturale che ci proponiamo, ma stiamo gettando dei semi.
    Non essere disfattista. 🙂
    Un abbraccio.
    (stavo aspettando che tornassi a scrivere)

    Rispondi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...