Archivi tag: allevamento

E invece…

Agnellino Agnelli Agnelli Agnelli Agnellino

 

E invece…

“Forse non si riflette abbastanza su cos’è un agnello. E’ un cucciolo e come tutti i cuccioli ha bisogno di avere accanto a sè una mamma che si prende cura di lui e lo tiene in una condizione di serenità. In una folla di agnelli stipati in uno spazio angusto non c’è solo l’orrore per la mancanza dei requisiti minimi di benessere: avere uno spazio a disposizione, essere libero dalla fame e dalla sete, non correre il rischio d’incidenti gravi – inevitabili in una folla spaventata. Dobbiamo immaginare una folla di bambini, al di sotto dei due anni, che disperatamente cercano la mamma e piangono senza conforto e ininterrottamente, giacché la loro paura è aumentata dal pianto degli altri cuccioli, dalle urla degli uomini, dalle caratteristiche dell’ambiente, dall’odore della sofferenza e del sangue.”
Roberto Marchesini, etologo

Il rispetto per la vita degli altri: l’antivivisezionismo

Il 26 Aprile 2012 una manifestazione di protesta a Montichiari (BS) di fronte a “Green Hill”, allevamento di cani beagle destinati alla vivisezione, si è trasformata in qualcosa di più. Alcune persone sono riuscite ad entrare e a portare fuori alcuni cuccioli e una cagna. Continua a leggere

Nascere cane, nascere maiale.

Cane, gatto = animali da compagnia.
Maiale, mucca, pollo, … = animali da mangiare.

Questa convinzione, radicata dall’abitudine, fa sì che la gente si indigni quando qualcuno tortura e/o uccide un cane e che non batta ciglio quando mangia del prosciutto. Eppure, per quel prosciutto, un maiale è stato torturato e ucciso.

Il maiale, evidentemente, non detiene gli stessi diritti del cane. Immagino sia colpa sua: chi gliel’ha fatto fare di nascere maiale? Ma sì, dopotutto il maiale viene ucciso per permetterci di mangiarlo, non si tratta quindi di violenza ingiustificata, come nel caso del cane, ma necessaria.

Peccato che per noi non sia affatto necessario mangiare animali. Continua a leggere

Perché il latte NO

Quando ero carnivora non riuscivo a capire perché ci fossero “alcuni vegetariani” che non mangiavano nemmeno i derivati. Immaginavo una motivazione per le uova (anche se era quella sbagliata), ma per il latte proprio no: il latte non uccide la mucca, quindi perché non berlo?
Ho passato poi un anno e mezzo da vegetariana, durante il quale non ho fatto praticamente altro che leggere libri e siti internet sul vegetarismo e l’antispecismo. Ed ecco che finalmente ho visto il collegamento… Continua a leggere

L’ignoranza e la cecità

Cos’è questo? Pulcini maschi di galline ovaiole uccisi alla nascita perché inutili.

E’ incredibile. Ancora mi meraviglio.
L’ignoranza della gente è spaventosa.

Capiamoci: non sto dicendo che io sia una persona di cultura, anzi: le mie lacune sono vergognose. Non fatemi domande di storia o di geografia, fingerei di dover rispondere al telefono. Ma quando sento/leggo ciò che certi vegetariani (anche vegani, ma in minor misura) riescono a dire, non posso fare a meno di chiedermi come sia possibile. Continua a leggere

Ai gatti occorre oculatezza nella scelta del “padrone”

Treno al mattino.
Due pendolari, donne.

Una, dopo aver a lungo disquisito sul fatto che in famiglia hanno sempre avuto tanti gatti, racconta:
“Una volta una me l’hanno investita, l’abbiamo trovata in mezzo alla strada che piangeva, allora l’abbiamo subito portata dal veterinario. Le avevano fracassato il bacino. Dovevi sentire che urla… l’hanno operata, pensa che le hanno dovuto togliere la coda. Poi le hanno messo il collare elisabettiano e l’hanno tenuta lì per una decina di giorni.
Quando siamo andati a prenderla, il veterinario mi ha detto di non farle fare più di una gravidanza, perché il bacino era davvero messo male.
Quando ha avuto i micini è stata un’agonia! Infatti dopo l’abbiamo dovuta far sterilizzare.”

Non so cosa mi abbia trattenuto dall’apostrofarla con i peggiori epiteti che mi sono venuti in mente. E avrei voluto avere sotto mano anche il veterinario. Continua a leggere

Il giorno della memoria

Charles Patterson – “Un’eterna Treblinka” – Editori Riuniti

Il 27 gennaio è il Giorno della Memoria.

« La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, “Giorno della Memoria”, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati. »

Ma ricordare non basta, se si ripetono gli stessi errori. Continua a leggere