Perché il latte NO

Quando ero carnivora non riuscivo a capire perché ci fossero “alcuni vegetariani” che non mangiavano nemmeno i derivati. Immaginavo una motivazione per le uova (anche se era quella sbagliata), ma per il latte proprio no: il latte non uccide la mucca, quindi perché non berlo?
Ho passato poi un anno e mezzo da vegetariana, durante il quale non ho fatto praticamente altro che leggere libri e siti internet sul vegetarismo e l’antispecismo. Ed ecco che finalmente ho visto il collegamento…

Schematizziamo un po’ le motivazioni per non fare più uso di latticini (neanche quelli provenienti da aziende cosiddette “bio”).

MOTIVAZIONI ETICHE

1) La produzione di latte causa sofferenza
Per quanto a me possa sembrare incredibile, ci sono tantissime persone che pensano che le mucche producano il latte sempre, come fosse una caratteristica della specie. Ovviamente, come tutti gli altri mammiferi, le mucche producono latte solo dopo il parto. Quindi, c’è solo un modo per rendere continua la produzione di latte: rendere continuamente gravide le mucche. Il/la vitello/a viene quasi subito tolto/a dalla madre, causando quindi un trauma a entrambi.
Questo ciclo infinito di gravidanze e parti, inoltre, non è per nulla salutare per la mucca, che viene munta per mesi dopo ogni parto, ovvero per molto più tempo di quanto ne richiederebbe l’allattemento di un vitello. A causa di questo sfruttamento, spesso le mammelle si infiammano per le mastiti.

2) La produzione di latte causa morte
Se la mucca “da latte” partorisce una vitella, questa viene avviata alla “carriera” della madre. Viene ingravidata artificialmente e, dopo 4-5 anni di gravidanze e parti, quando sarà del tutto esausta e non più abbastanza produttiva, sarà mandata al macello. Una mucca potrebbe vivere fino a 20 anni.
E i vitelli maschi? Inutili, non produttivi, vengono uccisi quasi subito dall’allevatore stesso o venduti a un macello. Ovviamente questo accade anche negli allevamenti “bio”, che non possono certo permettersi il lusso di mantenere un animale senza un ritorno economico.

MOTIVAZIONI SALUTISTICHE

1) Ad ogni specie il suo latte
L’essere umano è l’unica specie che beve latte di un’altra specie e per di più dopo l’età dello svezzamento.
Il latte di mucca serve a far crescere un vitello, così come il latte di una donna serve a far crescere un bambino.
Il latte di mucca non è nutrizionalmente migliore di quello di altri animali: è semplicemente più abbondante, di conseguenza più remunerativo. E’ solo un business.

2) Il latte è una delle principali cause di osteoporosi
Ok, vi vedo tutti scettici. “Ma come?? Il latte contiene calcio!”. Purtroppo sull’osteoporosi e sul calcio è stata fatta una massiccia  campagna di disinformazione, complici le aziende produttrici di latte, che ovviamente cercano di tirare l’acqua al loro mulino. Cosa dite? Lo sto facendo anche io? Beh, io non ho nessun ritorno, gli allevatori sì. A chi credere quindi?
Il calcio nelle ossa c’è già. Ciò che causa l’osteoporosi non è una bassa quantità di calcio assunta con l’alimentazione, ma la quantità di calcio che dalle ossa se ne va a causa delle troppe proteine assunte con l’alimentazione. Il latte, essendo un alimento che serve a far crescere velocemente un neonato, contiene quantità spropositate di proteine, che per essere smaltite necessitano di calcio. Ma dove lo trova il calcio il nostro organismo? Ovviamente nelle ossa.
E l’osteoporosi è solo una delle malattie che recentemente si stanno riconducendo al consumo di latte…

3) Il latte contiene: pus, antibiotici, sangue, feci, …
Le mastiti delle mucche causano produzione di pus e ferite alle mammelle, quindi spesso nel latte ci finiscono pus e sangue. E’ stata addirittura stabilita una quantità massima di pus ammesso nel latte…
Le condizioni in cui sono tenuti gli animali, poi, non sono certo le più igieniche, quindi spesso anche le feci finiscono nel latte. E’ recente la notizia della diffusione del batterio “Escherichia coli”. Questo batterio vive nella parte inferiore dell’intestino degli animali. Ma allora come ci è finito su cetrioli e germogli di soia? Facciamo 2+2.
I batteri possono essere resi innocui dalla pastorizzazione del latte, ciò non toglie che il pus nel latte ci sia lo stesso, anche se “sterilizzato”.
Ci sono poi gli antibiotici: continuamente somministrati alle mucche, dato che spesso si ammalano, passano nel loro latte e dal latte al corpo di chi lo beve, causando resistenza agli antibiotici.

MOTIVAZIONI ECOLOGICHE e ripercussioni sui DIRITTI UMANI

L’impatto ambientale degli allevamenti è ormai cosa (quasi) nota e non riguarda solo la produzione di latte, ma tutto ciò che ruota intorno allo sfruttamento degli animali per il cibo. Per i pascoli, vengono abbattute le foreste. Per dar da mangiare ad animali che finiranno nello stomaco degli esseri umani del “primo mondo”, si coltivano campi su campi con cereali che potrebbero essere usati per sfamare gli esseri umani del “terzo mondo”. Per dissetare gli animali d’allevamento si sprecano risorse idriche enormi.
Gli animali d’allevamento, inoltre, sono responsabili della maggior parte delle emissioni di metano (uno dei gas responsabili dell’effetto serra) del mondo.

————-

Per approfondire:

www.infolatte.it
Maggiori dettagli sull’argomento.

Anne Laroche de Rosa – Il Latte un alimento da evitare
Purtroppo non l’ho ancora letto, ma qui si possono trovare una recensione e degli estratti dal testo: www.veganitalia.com/modules/news/article.php?storyid=1217

Jeremy Rifkin – Ecocidio
Sull’impatto ambientale degli allevamenti

Aggiornamento del 15/07/2011
Consiglio di leggere anche la traduzione che sta facendo Sarah di un libro tedesco:
Milch besser nicht” (Latte, meglio di no)
http://lagrandericerca.blogspot.com/p/milch-besser-nicht-traduzione-in-corso.html

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13 pensieri su “Perché il latte NO

  1. sdrammaturgo

    Mi hai fatto pensare ad una cosa: “Voi vegani tirate l’acqua al vostro mulino” è l’obiezione che per me rimane la più gustosa nella sua semplicità. Come se avessimo tutti un banco frutta al mercato. Chissà a quale mulino si riferiscono.

    Rispondi
    1. Paola Autore articolo

      Mah, credo che molti ci paragonino a una setta religiosa, solo più pericolosa, perché non derivata da credenze popolari e dogmatismi, ma da dati reali e ragionamenti. Ho riscontrato in molte persone la paura di ritrovarsi a essere “costretti” dalla propria coscienza a cambiare, è uno dei maggiori limiti che si impongono: meglio non vedere per non sapere. Andare avanti come si è sempre fatto è facile, perché complicarsi la vita?

      Rispondi
  2. Sarah

    Ottima sintesi di tutte le motivazioni per eliminare il consumo di latte! Sto aspettando che mi arrivi da Amazon.de il libro “Milch besser nicht” di Maria Rollinger, dopodichè conto di farne una traduzione riassunta (sempre che ci capisca qualcosa dato che il mio tedesco fa acqua da tutte le parti) e metterla sul mio blog. La lettereatura sul tema è quantomai insabbiata e conto di trovare limi in questo libro.

    Rispondi
  3. AlmaCattleya

    Ciao.Ti ho scoperta grazie a paperblog.
    Ehm, ammetto che sono una carnivora però sono pronta a informarmi.
    Forse nella mia testa ci sono idee che sono lì da tempo, modi di fare come il fatto che siamo onnivori, che abbiamo i canini, che facciamo parte anche noi della catena alimentare però questo non vuol dire che sono indifferente alle problematiche, alla sofferenza degli animali.
    Ammetto che c’è poca informazione soprattutto se non la vai a cercare.
    Così quando ho visto i tuoi post, ho colto subito la palla al volo.
    Un po’ di tempo fa ero dubbiosa perché ho la pressione bassa e quindi mi servono proteine, ma poi ho scoperto che anche la verdura ne possiede e sono anche più digeribili.
    A volte mi vengono in mente i Pellirossa che quando uccidevano un animale pregavano per la sua anima. Questa attenzione particolare mi ha sempre colpito.
    Chiudo con il post e spero che mi accetterai. Sono pronta per imparare!

    Elena

    Rispondi
    1. Paola Autore articolo

      Ciao Elena, non sai quanto sia felice di questo tuo commento. Non sono molti quelli disposti a informarsi, la maggior parte delle persone pensa che se le cose stanno in un certo modo allora sia giusto continuare così.
      Il mio unico suggerimento è: continua a informarti, sia sull’alimentazione che sui diritti animali e l’antispecismo; cerca su internet, ma leggi anche (e soprattutto) libri 😉

      Rispondi
  4. Sarah

    Ciao Paola, ho iniziato la (sovrumana) traduzione del libro Milch besser nicht: sul mio blog ho messo una pagina provvisoria dove mano a mano che procedo carico il testo. Visto che il mio blog è frequentato solo da te mentre il tuo ha più ospiti se vuoi puoi inserire un link rispetto a questo argomento. Il libro è davvero molto interessante ed è valso le peripezie con la consegna dall’estero (stasera ti racconto).
    Un caloroso benvenuto a Elena!!!

    Rispondi
  5. scacciavite

    A mio figlio di 16 mesi il latte vaccino fino ad ora non glielo abbiamo mai dato, nemmeno la carne. Solo pesce una volta alla settimana (srve x la vitamina B12).
    Adesso che andrà all’asilo purtroppo dovrà adeguarsi, non ci sono alternative.

    Rispondi
    1. Paola Autore articolo

      In realtà la B12 si può somministrare sotto altre forme. Io non sono esperta di alimentazione vegan per i bambini, ma esistono sia dei libri sull’argomento ( http://www.macrolibrarsi.it/libri/__la-cucina-etica-per-mamma-e-bambino.php ) sia dei blog di mamme vegan (es. http://bimbivegani.blogspot.com/ ) dove si possono trovare utili spunti.
      Per quanto riguarda l’asilo, avete il diritto di chiedere un menu diverso per motivi etici. A seconda del vostro interlocutore, potrebbe esserci da lottare un po’, ma la legge è dalla vostra: http://dariavegan.wordpress.com/2011/10/04/menu-vegan-a-scuola-a-genova/

      Rispondi
  6. riccardo

    SALTANDO LE MOTIVAZIONI ETICHE, riconducibili al grado di empatia provato nei confronti delle specie animali.

    PASSIAMO ALLE MOTIVAZIONI SALUTISTICHE:
    1) Il fatto che il latte di mucca non sia migliore di quello degli altri mammiferi, certo non dimostra che sia un male assumerlo. Se non migliore è comunque diverso, contiene infatti 3 volte la concentrazione di calcio di quello umano.

    2) L’assimilazione di proteine di origine animale produce urea e acido urico (la prima una base debole, il secondo un acido non troppo forte, (per farsi un idea: meno forte dell’acido citrico)), quando il livello di acidità del sangue è troppo alto, il carbonato di calcio contenuto nelle ossa viene disciolto per ristabilire il livello ottimale di acidità.

    l’acido urico e l’urea in eccesso vengono poi filtrati dai reni e espulsi tramite le urine assieme a parte del calcio. Il resto del calcio viene successivamente riassorbito dalle ossa.
    Il calcio perso in questo e in altri processi fisiologici, come ad esempio il sudore, va comunque reintegrato tramite la dieta.

    Contenendo sia calcio che proteine, il latte contribuisce già di per se a bilanciare tale equilibrio, ma non completamente.

    Detto in altre parole se uno beve tre litri di latte al giorno il calcio starà sempre prevalentemente nel suo sangue invece che nelle sue ossa, indebolendo la struttura ossea, che è in continua rigenerazione.

    Di conseguenza non può certo essere considerato una delle principali cause dell’osteoporosi a meno che non se ne assuma una quantità spropositata (non certo la tazza mattutina).

    3) I controlli igienico sanitari a cui è sottoposta la filiera del latte sono severissimi, sia nella produzione che nella distribuzione. Essendo il latte bovino uno degli alimenti più diffusi, specialmente tra i bambini (aventi un sistema immunitario non ancora maturo) se così non fosse i rischi epidemici sarebbero disastrosi ed evidenti per e nella popolazione. Ciò andrebbe contro gli stessi interessi della filiera del latte, il che è un paradosso.

    Ora chiaramente noi non viviamo in un ambiente sterile, come nemmeno le mucche, di conseguenza per legge è stabilito un livello minimo di tutti gli agenti patogeni presenti in qualsiasi alimento.

    Per chi non lo sapesse il PUS è composto da: Lipidi, Globuli Bianchi morti, Batteri morti e non, la pastorizzazione non fa altro che uccidere i batteri rimasti, e quindi sterilizza il prodotto.
    Ribadisco però che la sterilizzazione non è una condizione naturale. La presenza di batteri, al di sotto di una concentrazione limite, nel nostro cibo non è solamente naturale, ma è addirittura essenziale per evitare un progressivo indebolimento del nostro sistema immunitario (Il ceppo particolarmente aggressivo di Escherichia Coli è finito sui cetrioli grazie alle feci bovine usate come concime non previamente controllato, e potete ben vedere i riscontri mediatici ed economici di una tale mancanza).

    MOTIVAZIONI ECOLOGICHE e ripercussioni sui DIRITTI UMANI
    Il latte che beviamo quando non è italiano, proviene nella quasi totalità da paesi Europei o limitrofi. L’unione europea addirittura per evitare la sovrapproduzione, ne limita la produzione all’interno dei singoli paesi (quote latte).

    In altre parole se disboscano la foresta amazzonica per farci pascoli e campi, la colpa è di Mc Donald, non delle fattorie italiane o tedesche o francesi o ecc… .

    Per quanto riguarda l’effetto serra, il metano è si uno dei gas corresponsabili, ma la produzione di metano dovuta alle esalazioni bovine rispetto al danno prodotto dai combustibili fossili e paragonabile ad aggiungere una bottiglia d’acqua in una piscina olimpionica. Ci si affoga con o senza la sua aggiunta.

    CONCLUSIONE
    è giusto rispettare le scelte di ognuno, come è giusto essere correttamente informati prima di intraprenderle.
    Rispetto le motivazioni etiche che possono spingere una persona a modificare la propria dieta. Ciononostante penso che siano sufficienti per giustificare un tale cambiamento, senza necessità di ricorrere all’enunciazione di effetti negativi che hanno ben poco di scientifico…

    Rispondi
    1. Paola Autore articolo

      Ciao Riccardo,
      ti ringrazio per il commento e per la visita (a proposito, come sei giunto qui?)
      Ti rispondo punto per punto:

      > SALTANDO LE MOTIVAZIONI ETICHE, riconducibili al grado di empatia provato nei confronti delle specie animali.

      Non esattamente. Qui non si tratta di empatia, ma di rispetto. Gli animali non sono su questa terra per servire gli esseri umani: questo è il punto focale su cui si basa il veganismo etico. L’empatia emerge quando vedi un animale che sta male, ma è difficile appellarsi ad essa quando hai davanti del prosciutto.

      > PASSIAMO ALLE MOTIVAZIONI SALUTISTICHE:
      > 1) Il fatto che il latte di mucca non sia migliore di quello degli altri mammiferi, certo non dimostra che sia un male assumerlo. Se non migliore è comunque diverso, contiene infatti 3 volte la concentrazione di calcio di quello umano.

      Era solo una premessa: siamo bersagliati di pubblicità su quanto faccia bene il latte, ma nessuno si chiede perché ci venga propinato proprio quello di mucca e non, ad esempio, quello di capra. Semplicemente perché se ne può ottenere di più, con meno costi, non perché sia migliore di altri (come alcuni credono, ed è per questo che l’ho sottolineato).

      > 2) L’assimilazione di proteine di origine animale produce urea e acido urico […]
      Contenendo sia calcio che proteine, il latte contribuisce già di per se a bilanciare tale equilibrio, ma non completamente. Detto in altre parole se uno beve tre litri di latte al giorno il calcio starà sempre prevalentemente nel suo sangue invece che nelle sue ossa, indebolendo la struttura ossea, che è in continua rigenerazione.
      Di conseguenza non può certo essere considerato una delle principali cause dell’osteoporosi a meno che non se ne assuma una quantità spropositata (non certo la tazza mattutina)
      .

      Ok, ma l’assunzione di latte unita a una dieta prevalentemente carnea, decisamente sì. Qui non mi sto rivolgendo (esclusivamente) ai vegetariani, ma soprattutto agli onnivori, che magari bevono molto latte, credendo che li aiuti ad assumere calcio, quando invece ottengono esattamente il contrario. In una giornata, poi, solitamente non si assume solo la “tazza mattutina”, ma anche yoghurt, burro e formaggi vari.

      > 3) […] Ribadisco però che la sterilizzazione non è una condizione naturale. La presenza di batteri, al di sotto di una concentrazione limite, nel nostro cibo non è solamente naturale, ma è addirittura essenziale per evitare un progressivo indebolimento del nostro sistema immunitario (Il ceppo particolarmente aggressivo di Escherichia Coli è finito sui cetrioli grazie alle feci bovine usate come concime non previamente controllato, e potete ben vedere i riscontri mediatici ed economici di una tale mancanza).

      Beh, come dire: appunto!

      > MOTIVAZIONI ECOLOGICHE e ripercussioni sui DIRITTI UMANI
      Il latte che beviamo quando non è italiano, proviene nella quasi totalità da paesi Europei o limitrofi. L’unione europea addirittura per evitare la sovrapproduzione, ne limita la produzione all’interno dei singoli paesi (quote latte). In altre parole se disboscano la foresta amazzonica per farci pascoli e campi, la colpa è di Mc Donald, non delle fattorie italiane o tedesche o francesi o ecc… .

      Anche l’Europa, per quanto ora sia difficile immaginarlo, un tempo era un’immensa foresta…

      > Per quanto riguarda l’effetto serra, il metano è si uno dei gas corresponsabili, ma la produzione di metano dovuta alle esalazioni bovine rispetto al danno prodotto dai combustibili fossili e paragonabile ad aggiungere una bottiglia d’acqua in una piscina olimpionica. Ci si affoga con o senza la sua aggiunta.

      Un link a caso: http://www.lamiaaria.it/rubriche/cosa-si-fa-nel-mondo/metano-il-clima-minacciato-dal-bestiame.aspx
      “La Fao stima nel 18 per cento le emissioni di gas ad effetto serra, in termini di anidride carbonica equivalente, derivante dagli allevamenti di bestiame.”
      Su questo argomento, ti consiglio la lettura del libro di Jeremy Rifkin “Ecocidio”: molto illuminante e decisamente più pieno di numeri di quanti potrei enunciarne io.

      > CONCLUSIONE
      è giusto rispettare le scelte di ognuno, come è giusto essere correttamente informati prima di intraprenderle.
      Rispetto le motivazioni etiche che possono spingere una persona a modificare la propria dieta. Ciononostante penso che siano sufficienti per giustificare un tale cambiamento, senza necessità di ricorrere all’enunciazione di effetti negativi che hanno ben poco di scientifico…

      Infatti, per me sono sufficienti le motivazioni etiche. Anche se il latte fosse il miglior alimento disponibile sulla piazza, non lo comprerei.
      Probabilmente questo post pecca di incompletezza. Non ho la presunzione di avere in tasca la verità sul latte, il mio obiettivo era quello di far riflettere le persone, di indurle a cercare maggiori informazioni e di non credere sempre in “quello che dice la TV”. Anche per questo ho messo dei consigli di lettura in fondo.

      Ti ringrazio ancora per il commento, le precisazioni sono sempre ben accette 🙂

      Rispondi

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